IL CONCORSO: ALLUNGHIAMO LA VITA AI LIBRI/6
LA MONTAGNA INCANTATA (libero seguito al romanzo di Thomas Mann)
scritto da Tisbe
Ho ricevuto dalla simpatica Tisbe questo bel seguito che pubblico immediatamente (ne aspetto altri... forza!)
Nel trambusto, nella pioggia e nel crepuscolo, abbiamo perso di vista Hans Castorp, lo schietto pupillo della vita. La danza macabra durata qualche anno ce l’ha restituito cambiato. E’ uscito salvo nella carne ma non nello spirito. Avrebbe preferito mille cicatrici piuttosto che vivere l’infamia di sperimentare la più terribile delle invenzioni umane. Scene inenarrabili e di inaudita ferocia hanno privato il cercatore del Graal dell’antica innocenza. Dalla febbre maligna che ha incendiato il cielo, dalla mondiale saga della morte, hai aspettato invano che sorgesse, un giorno, l’amore. Schietto pupillo della vita, ti abbiamo ritrovato incolume, perché tu eri semplice, ma avremmo preferito lasciare la questione aperta, e immaginare ancora di rivederti ad altitudini mortali, piuttosto che osservarti camminare nella pianura paludosa e grigia. Hans Castorp, nessuno meglio di te, sa che l’idea dell’uomo passa attraverso la più profonda conoscenza della malattia e della morte, perché il Graal è un mistero, e ogni umanità è fondata sul rispetto di questo mistero.
IL DIARIO DI VIAGGIO DI NOAH
E LA FATTORIA DI JAKOB
Rileggendo alcune riviste specializzate sistemate in soffitta ho trovato tre fogli dattiloscritti. E' il diario di viaggio di mia figlia. Per la precisione è il diario di viaggio in Austria di qualche anno fa. Con una particolarità, materialmente l'ho scritto, riproducendo i pensieri di mia figlia Noah. In pratica sono i commenti di mia figlia rivisti e corretti. All'epoca Noah aveva poco più di sette anni. Il viaggio si è svolto nel mese di luglio in una località a noi ignota. Tutto era stato organizzato via internet, prendendo contati con l'Ente nazionale austriaco per il turismo, fittando delle camere in una fattoria tirolese autentica. In una valle misteriosa a circa 70 chilometri dalla capitale austriaca.
Il diario di Noah è ancora "fresco e ricco di spunti interessanti "... Eccolo in edizione integrale:
«Un viaggio lungo oltre mille chilometri per raggiungere la valle di Umhausen, precisamente il centro di Nederthai.
La nostra fattoria si chiama Romantik House... ma per noi sarà sempre la fattoria di Jakob...
Ci troviamo a quota millecinquecento metri.
Le montagne intorno alla valle superano i tremila metri e i ghiacciai non mancano...
I prati sono immensi e i giochi per noi sono di tutti i tipi...
Per Jade (mia sorella, all'epoca aveva poco più di tre anni nota del sottoscritto) il gioco preferito resta... l'ovopattino (Jade così chiamava il monopattino), Per me e Paola (una cuginetta n.d.s.) le corse sull'erba.
Nanetti e folletti rendono l'atmosfera ancora più bella.
Innsbruck è una delle città più importanti dell'Austria. Ricordo sopratutto il tetto d'oro, qualche disegno sulle mura delle casette e la dimora di Sissy. Sì, la principessa.
Una residenza da sogno tra quadri, tavole imbandite e sale da ballo.
Sembra che a Innsbruck il centro storico sia molto importante, ma non ci sono giochi per bambini.
Mille scalini per ritrovarsi in cima alla torre più alta della città... solo per vedere qualche tetto, mah...
Sono solo le 18, ma i negozi sono tutti chiusi. Sono strane le abitudini dei tirolesi...
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E' il giorno dell'escursione. Papà e mamma preparano gli zaini e studiano il percorso. La nostra meta è un rifugio alpino a quota millesettecento metri. E' un sentiero facile. Almeno secondo Jakob. Ci vuole un'ora per raggiungere il posto...
Ma dopo solo trenta minuti riposano tutti sulla panchina (il gruppo era formato da due famiglie, complessivamente sette persone n.d.s.). Resistiamo solo io e Jade.
Al rifugio c'è una chiesetta e sopratutto una bella altalena... Niederthai è solo un punto lontano...
Quando torniamo papà si agita: trova dei pescatori sul torrente. E' la fine... vuole fermarsi... dice che pescano con la mosca... sarà ma la mosca io non l'ho vista.
Anche le mucche fanno il nostro sentiero. Sono enormi e simpatiche. Ci manca solo la piccola heidi...
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E' il giorno di Sissy. A Bad Ischl si trova la Kaseirvilla. E' una zona piena di laghi e di... leoni. Li troviamo in tutti gli angoli della città. Probabilmente è il simbolo della città. Ma anche il simbolo del Lions club che li ha donati...
Finalmente la Kaseirvilla. Ha un parco grandissimo. Piano di prati e fiori... Nella residenza della principessa ci sono diversi ritratti di Sissy e i trofei di caccia del marito. E' tutto molto bello. Ma una guida austriaca blocca le nostre riprese e papà ricorda ad alta voce le sconfitte militari austriache oltre quelle sportive... Mi sembra piuttosto seccato...
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Raggiungiamo Sant Wolfgang per prendere il famoso trenino a cremagliera. E' stata una simpatica avventura. Anche per papà. Lo ripete sempre: settecento scellini spesi per ritrovarsi con la testa tra le nuvole, non veder niente e sopratutto con strapiombi da mozzare il fiato. Ma questa è un'altra storia. Il trenino sbuffa e sale fin sopra le montagne. E' stato bello, peccato per le nuvole... possiamo solo immaginare il paesaggio...
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Hall In Tirol è un piccolo centro medievale. Si trova vicino ad Innsbruck. Famoso per la zecca, una torre dove un tempo uscivano i talleri austriaci. Per raggiungere il centro attraversiamo strade sempre più strette. Il piccolo municipio come i palazzi son in stile tirolese.
Ma la parte più bella della visita alla città resta il parco giochi. Finalmente possiamo correre...
Torna il sole e la gente si scatena. Si butta dalle montagne e dai fiumi... parapendio e rafting. Niente di eccezionale. Si mettono un paracadute sulle spalle e via. oppure con dei grandi gommoni si lasciano trasportare fino a valle dalle correnti del torrente. A stento fermiamo papà: voleva provare l'emozione del rafting (è vero, peccato sigh!!! n.d.s.).
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E' l'ultimo giorno di permanenza in Austria. Ci fermiamo nella valle di Oztal e raggiungiamo Solden, d'inverno tappa dei campionati del mondiali di sci alpino.
Ci fermiamo anche a Vent, piccolo centro a circa duemila metri. C'è una seggiovia e le raffiche di ...Vent non mancano.
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Fa freddo, ma ci stiamo avvicinando a quota tremila. La neve è diversa dalla nostra. E' sporca ed è tanto alta. Forma quasi una parete nei tornanti. Stiamo ritornando in Italia attraversando il passo del Rombo. Non esiste più la frontiera tra Italia e Austria ma al confine troviamo dei carabinieri infreddoliti. Papà dice stanno aspettando i giottini (era il periodo del G8 a Genova e in quel periodo sospesero il trattato di Mastricht con la chiusura temporanea delle frontiere n.d.s.). Sarà... io gioco sulla neve con Jade e Paola.
Stiamo a Merano, in Italia, Jakob chiama quella zona Sudtirol. In qualunque caso finalmente trovo i giochi».
UN PO' DI RESPIRO
E' stata una giornata dura. Sotto tutti gli aspetti. Ho fatto un salto a Roma (questioni di lavoro). Solo una toccata e fuga. Sopratutto una gran corsa per non far tardi all'appuntamento. Ed ora, solo da qualche minuto, mi ritrovo in pantofole, un po' stanco, a casa. Travolto dagli avvenimenti e da un inizio settimana pesante. Mi rifarò sul blog raccontandovi un po' di cose. Appunti di giornata e di grandi sorprese (ancora sorprese? Arriva Teddy, ma non vi dirò di più). Sto leggendo una valanga di riviste specializzate (viaggi e altro e programmo le prossime uscite). Leggo anche libri nei momenti di libertà. Così mi ritrovo la scrivania piena di libri aperti. Sto rileggendo un ragazzo di Hornby (mi ricordavo dei passaggi esilaranti...); ho appena chiuso l'ultima fatica di Sepulveda (una raccolta di articoli...); ho appena aperto Crypto del solito Dan Brown mentre divoro gli ultimi corti (le iniziative del Corrierone, ma non tutti mi esaltano...) ed immagino una visita in libreria per un po' di spesucce extra. Ho già in mente i prossimi libri (Tisbe parteciperò a quella terribile catena, mi serve solo un po' di tempo...)
Ma parliamo di Roma. Splendida come sempre. Piena di turisti e sotto un sole estivo. Ma tutto questo l'ho intravisto dai mezzi che cambiavo in continuazione per raggiungere la meta. Mi riprometto un'altra full immersion. Per ora chiudo. Qualcuno ha visto Quantestorie? Che fine ha fatto?
SOGNI
Non si può vivere senza sognare. Non si può vivere senza desiderare qualcosa. Senza immaginarsi un mondo diverso. Forse è più giusto dire che non si può vivere bene senza sognare, sognare, sognare. Desideri e sogni che si accarezzano e sembrano sfuggirti. Altri dicono che non si può vivere... sognando. Che Peter Pan farebbe bene ogni tanto ad atterrare. Perchè conviene mantenere i piedi ben saldi a terra. Ma poi riprendi a sognare. Perché non costa molto. E in qualche modo ti rende felice. Il mio sogno ricorrente? Partire... Ma ce ne sono anche altri che, per pudore, non confesso. In fondo viaggiare non può definirsi proprio un sogno. Ma quando hai una meta ben precisa da raggiungere diventa come un sogno. Che cosa c'è di male? Così ogni tanto ci penso. E lo scrivo come se fosse solo un sogno. Ed allora si parte. Tra valli e ghiacciai, tra boschi incantati, Troll ed Elfi che ti circondano e la cartina geografica che ti gira intorno come le stelle di una notte incantata. E ripensi che in fondo quelle distanze cominciano a ridursi. Tanto è solo un sogno. E quando si sogna puoi fare quello che credi. Anche ritrovarti sulla scogliera del grande nord o a Piccadilly circus o nell'affollata Grande Mela o semplicemente a casa tua. Davanti ad una cartina geografica. Armato di matita e calcolatrice e un piccolo diario. Segni, calcoli, le partenze e gli arrivi. E ti addormenti, riprendendo a sognare. In un altro sogno che non ha alcun legame con quello precedente. Perchè è solo un sogno. Uno dei tanti. E attendi. Un nuovo percorso. Per poter sognare ancora.
L'INCONTRO CON PREZIOSI/2
Inutile commentare. Mia figlia oltre ad interessarsi della vita teatrale dell'attore di origine irpina, è riuscita anche a convincerlo ad una foto di gruppo ripresa nel suo camerino dopo lo spettacolo. Ha coinvolto anche un'altra persona... ma questi sono solo dettagli. Ringrazio per la simpatia e la disponibilità l'attore ed altre persone gentili che hanno organizzato il blitz.
(ps. come al solito la qualità fotografica è piuttosto indecente. La foto è stata scattata col cellulare!!! Mezzo di fortuna, ma importante in casi del genere)
L'INCONTRO CON PREZIOSI
E' stata una conoscenza veloce. All'una di notte. In un noto ristorante cittadino. In circostanze strane e del tutto fortuite (non mi dilungherò sui particolari per questioni di privacy). L'attore, di origini irpine, è impegnato al Teatro con la sua compagnia. Di Preziosi ne ho parlato a lungo (ieri pomeriggio) con una collega che lo ha intervistato. La collega ne parlava in termini entusiastici. La cosa non riusciva ad emozionarmi più di tanto. Però mi incuriosiva dopo le descrizioni minuziose in redazione e l'interesse di natura squisitamente femminile. Sarà un bravo attore. Di sicuro mi è sembrato anche simpatico nelle poche battute scambiate. Conosco anche i familiari. Dei veri signori. Quando ne ho parlato con mia figlia (la più grande) mi ha letteralmente sottoposto ad un interrogatorio. E la cosa mi imbarazzava. Non si è mai interessata tanto al teatro. Questa sera, tra l'altro, lo vedrà. Non immaginavo che conoscesse quasi tutto della vita privata di Alessandro Preziosi. Mah... non so che dire. Sono perplesso. Vi farò sapere ulteriori particolari sulla commedia musicale...
LA SORPRESA
La grande sorpresa. Aspettiamo... ma non se ne parla. Bocche cucite in casa. Per ora silenzio assoluto. Aspettiamo come i lupi di mare pronti a salpare... Quantestorie preparati anche tu....
IL TORNEO DI NAPOLI
(piccolo reportage fotografico col cellulare!)

Prima del torneo la "temibile" in posa. Si nota tutta la tensione. Pochi attimi prima litigata furibonda con la sorella maggiore che non si allontanava dall'inquadratura...
Torna la pace tra le sorelle. Inquadratura per due. Prima della terza e decisiva prova: le gare.

La contestazione. L'avversaria si lamenta per un punto non concesso. Jade attende impassibile e con aria profondamente disgustata per la sceneggiata. A bordo campo i genitori si prendono e l'arbitro minaccia di buttarli fuori...(??? ci troviamo già all'aria aperta). Io fischetto e prendo il sole... ma consiglio all'arbitro uno sport più nobile: l'ippica!!!
(ps. La qualità delle foto è al di sotto della decenza. Ma sono riprese dal mio cellulare)
IL TORNEO DI NAPOLI
E LE PICCOLE IMPRESE
Partiamo dal risultato non ancora ufficiale (sono in corso i calcoli dei diversi piazzamenti) per Jade si prospetta un dignitoso quarto o quinto posto. Nelle prossime ore ne sapremo di più. Di sicuro ha sfiorato clamorosamente il podio. Ma veniamo alla giornata tennistica che, come al solito, ha offerto spunti irresistibili. Partiamo dalla levataccia; appuntamento alle ore otto di domenica mattina per raggiungere il Tennis club partenopeo.
Sveglia a suon di urla della temibile tennista, «TI SVEGLI, PAPIIIIIIIIII!».
Ero l'unico ancora addormentato a casa alle 7.30.
All'appuntamento in piazza c'erano i soliti poveri addormentati della domenica mattina. Fanno parte del solito circolo tennistico...
E Jade incontra anche il biondino. Sì, proprio lui. E il ragazzino si fa subito notare, esclamando: «Viene anche Jade...» lanciando teatralmente la racchetta per l'aria. Jade si limita ad una smorfia. Almeno credo...
A Napoli c'è aria di gran festa e sopratutto centinaia di ragazzini e genitori che non sanno quel che fanno... Tutti cercano tutti. E sopratutto gli organizzatori. «Quando inizia? Quando inizia???»
Per la nostra categoria saremo costretti ad attendere fino alle ore 11 per le prime prove. In questa classe, ragazzine dai 9 agli undici anni, ci sono ben tre prove con un punteggio complesso finale che determinerà la classifica.
Jade inizia alla grande. Quinto tempo assoluto nella prova di velocità e abilità. E' una scheggia anche sulla terra rossa. Non sembra soddisfatta. Io sono incredibilmente sorpreso perchè si trova alle spalle delle ragazzine più grandi e forti. Ancora un miglioramento nella seconda prova di precisione: le battute (il punto debole). Fa un bel nove su dieci e si piazza ancora al quinto posto assoluto.
Si deciderà tutto al torneo di tennis che funziona con un altro meccanismo complesso che prevede quattro serie di tornei all'italiana dove si classificano solo le prime per le semifinali e la finale. Per la classifica finale valgono sempre i punti complessivi e non il piazzamento al torneo.
Il sorteggio è infelice per Jade. Le capita la stessa ragazzina (più grande) del torneo di Salerno. Ha già perso nettamente e noi pensiamo già al rientro a casa e ad un gran piatto di fusilli alle olive.
La gara sarà una corrida. In tutti i sensi. Dentro e fuori dal campo. Arbitra un... lasciamo stare... e al nostro lato ci ritroviamo i genitori "avversari" scatenati. Prima con consigli tecnici. Poi, contestando l'arbitro.
Scendiamo in campo anche noi. E la gara si surriscalda. Il primo set tiratissimo dura quasi venticinque minuti. Finirà 14 a 12 per l'avversaria. Chiediamo all'arbitro, più volte, di dedicarsi all'ippica. Temo anche le reazioni della peste. Ed invece la peste infila il secondo set senza scomporsi, vincendo 6-4. Si decide tutto al tie-break. In due punti si può decidere il torneo. E purtroppo non c'è molto da fare: Jade perde 3-1. Ci rendiamo conto che ha perso la vera finale.
Nella successiva gara vince facilmente 6-3, 7-5. Ma anche l'avversaria supera l'altra gara, qualificandosi per la finale con la doppia vittoria.
Così, per il complesso calcolo dei punti Jade si ritrova per un pelo fuori dal podio. Poco male. Afferma che si rifarà al prossimo torneo. «Il podio non mi sfuggirà... ma Papi, io voglio il montepremi...». Già dimenticavo. Inizia la solita storia in macchina. «Allora quanto ha vinto la prima classificata?».
«Una coppetta Jade, una coppetta e nient'altro...»
«Che spilorci...»
«Ma a Salerno il montepremi ammonta...»
Ma non finisce il discorso che sorpassiamo la macchina del biondino e Jade: «Bussa Papi, bussa a quel... puzzone. Lo hanno buttato subito fuori... Ah ah che campione...».
«Ok Jade torniamo a casa che ci aspettano i fusilli...».
CROLLANO I LUCCHETTI DELL'AMORE
E' il peso dell'amore eterno. Alla fine il lampione ha ceduto e i vigili del fuoco di Roma hanno provveduto a tagliare i lucchetti. Ed io che volevo tornare a Ponte Milvio resto a mani vuote. Anzi, con il lucchetto inutilizzato. Vabbuò sarà riutilizzato per la catena della bici. Ma noooooooo... scherzo. Non sono così cinico. Anzi, ho avvertito un po' di disagio quando ho letto la notizia. Ripenso a quelle simpatiche coppie straniere che hanno giurato amore eterno davanti al famoso palo romano. Dovranno ritornare a Roma e ripetere il giuramento davanti ad un altro palo. E ripenso sopratutto ai negozi di ferramenta del posto. Chiuderanno l'attività. Magari con un bel lucchetto davanti alla saracinesca. Non prima di giurare amore eterno a Moccia e a Scamarcio.
E mentre a Roma l'amore ha un peso specifico preponderante, sul lungomare di Napoli i lucchetti sono comparsi su improvvisati pali di legno.
I giovani partenopei sanno che i pali della luce cadono da soli. Con un po' di vento. Sono arruginiti da sempre.
Ma l'amore non crolla. E il mercato regge. D'altronde caduto un palo se ne alza un altro.