OTTOPAGINE
NASCE IL COMITATO
AVELLINO, CITTA' DEL BASKET
Ufficialmente è nato oggi il comitato Avellino, città del basket. Nella redazione di Ottopagine è stato presentato il progetto che ha raccolto le prime importanti adesioni. Ma andiamo con ordine.
All'incontro erano presenti il sindaco di Avellino, Galasso, gli assessori Perrotta e Capone, il consigliere delegato allo sport, Giacobbe (in rappresentanza dell'ufficio scolastico provinciale), il presidente del Coni, Saviano, il patron della Scandone Avellino, Vincenzo Ercolino, l'amministratore unico dell'Air, Rosetta D'Amelio, il presidente dell'Air, Costantino Preziosi, il consigliere nazionale della Federazione italiana basket, Ciro Melillo, l'avvocato Generoso Benigni (figura storica del basket irpino), l'allenatore in seconda della Scandone, Gianluca De Gennaro, il presidente dell'Acsi Basket Emilio De Feo, una folta delegazione degli Original Fans, i cari amici blogger Gaetano Amato e Crescenzo Fabrizio, Otello Manfra ispiratore con una lettera del progetto complessivo elaborato dal quotidiano e gli editori di Ottopagine. Con la costituzione del Comitato nelle prossime ore sarà aperto un conto corrente per la sottoscrizione. L'obiettivo del comitato sarà quello di puntare alla massima diffusione e promozione del basket sul territorio con l'installazione di strutture mobili (canestri) in ogni luogo, in ogni quartiere. Per questo è stata chiesta la collaborazione dell'ufficio tecnico comunale per individuare i luoghi adatti per i primi interventi, del provveditore per garantire prima di tutto alle scuole del capoluogo le attrezzature necessarie per il basket.
Nel comitato promotore hanno aderito ed entreranno a pieno titolo l'avvocato Generoso Benigni, Ciro Melillo, Ivo Capone (a titolo personale), Otello Manfra, ed altri che saranno resi noti nelle prossime ore. Il sindaco di Avellino ha confermato che entrerà a pieno titolo anche il Comune (ente). Ma nelle prossime ore saremo ancora più precisi pubblicando l'organigramma completo. Simbolicamente gli editori del quotidiano Ottopagine hanno annunciato il primo versamento. Particolarmente prestigioso il sostegno all'iniziativa lanciata da Ottopagine da parte del team manager della nazionale italiana di basket, Dino Meneghin.
OTTOPAGINE E IL PROGETTO
AVELLINO, CITTA' DEL BASKET
L'IRPINIA, PROVINCIA DEL BASKET
Qualcosa dovevamo inventarci dopo le imprese della Scandone. Hanno vinto la Coppa Italia e sopratutto conquistato l'accesso in Eurolega. Pensiamoci un po’: tra le squadre Nba e le squadre in Eurolega, Avellino entra di diritto tra le prime cinquanta città del mondo. Ed allora? Beh, io amo lo sport e questa terra: l’Irpinia. Perché non sfruttare questa bella immagine in Italia e nel mondo? E poi ho un editore che mi sostiene in queste idee un po’ “stravaganti”. Ma non è tutto. Ho ricevuto anche una bellissima lettera di un amico che mi invitava a "fare qualcosa". Così ho deciso di pubblicare integralmente la missiva nell’edizione di domenica 6 luglio del quotidiano e di avviare il progetto.
Così nasce: Avellino, città del basket – l’Irpinia, provincia del basket.
Serve il sostegno di tutti. Da soli non ce la faremo, ma non ci fermeremo. Per martedì 8 luglio alle ore 12 presso la redazione di Ottopagine ho invitato l’amico Otello Manfra, il sindaco di Avellino, il consigliere delegato allo sport, la presidente della Provincia, il patron della Scandone (padre), il presidente e l'amministratore unico dell'Air, il presidente del Coni, la dirigente provinciale dell’ufficio scolastico (la partecipazione del mondo della scuola è fondamentale), tutti i dirigenti delle altre società di basket provinciali e cittadini, gli ex giocatori della Scandone, ovviamente gli Original Fans e gli amici Blogger irpini. Dimentichiamo qualcuno?
In quella sede presenteremo il progetto. Immaginando dieci, cento, mille, diecimila canestri in tutta la nostra provincia. Per i particolari vi invitiamo martedì 8 luglio alle ore 12 presso la redazione del quotidiano Ottopagine. Vi ringrazio anticipatamente per i commenti, i consigli e le adesioni.
Bruno Guerriero
La storia di Ue-Ue
Come passa il tempo... quasi dimenticavo il blog. E quante cose sono accadute in questo lasso di tempo. Giornate intense e ricche di storie belle, gioiose, tristi e desolanti... Vita quotidiana!
Mi scuserete ma racconterò una storia privata. Una storia da brividi...
Protagonista? Sempre lei... la temibile Jade. Ma non parlo di tennis. Almeno questa volta.
Tutto nasce da una insolita discussione sugli incubi.
«Papi cosa significa precisamente una notte da incubo?».
Quel che temevo si stava materializzando: una serie infinita di domande su tutto lo scibile umano...
Cerco di trasmettere qualche piccola informazione sugli incubi e...
la piccola peste mi blocca.
«Ho capito: è come il sogno che facevo da piccola...»
«Il sogno da piccola? Cosa vuoi dire?»
«Quello che sognavo da piccola...»
«Da piccola? Cioè...»
«Cioè quando ero piccola...»
«Sì, ma cosa sognavi? E quanti anni fa?»
La discussione prendeva una piega particolare...
«Beh non so quanti anni avevo... ma ero piccola. Forse ancora nella culla...»
«Nella culla? Ma cosa stai dicendo?»
- Aspetta Bruno, falla parlare... Patty si ferma interessata.
E Jade parte all'attacco...
«Sognavo sempre un bambino piccolo. Quasi senza corpo....»
«...senza corpo?»
«Ma sì, Papi. Senza corpo. Nel senso che era trasparente perchè vedevo le ossa. Il suo scheletro. Ed era fosforescente...»
«Fosforescente?»
«Sì, aveva una strana luce verde»
Cerco di non ridere. «Tipo marziano?»
«Papi smettila. Era un tipo che mi faceva paura. Tutte le volte che si avvicinava mamma, entrava nella stanza...»
«Io? Dove mi avvicinavo?»
«Credo alla culla... Sì, ti avvicinavi alla culla e mi veniva da piangere...»
«Aspetta. Hai detto che lo sognavi...»
«Sì, era un sogno. Ma sembrava così reale...»
«Già. Ti svegliavi. Tu non parlavi ancora. Ma dicevi Ue-ue indicavi con le manine e ripetevi Ue-Ue...»
Ho qualche brivido. Guardo Patty. Era vero. Fino all'età di tre anni Jade praticamente non parlava. E questo Ue-Ue era un suono fin troppo familiare.
«E' vero. Singhiozzavi e dicevi solo Ue-Ue...Agitavi le manine come per prendere qualcosa in aria...»
Poi, mi fermo. «Ma è impossibile. Come fai a ricordare i sogni di quando avevi due anni?»
«Ma non era un sogno Papi. Era un incubo!»
Già. Era un incubo! Solo un incubo.