brugue

Il giorno è sempre più oscuro, sarà forse perchè è storia, sarà forse perchè invecchio... Scusatemi per la citazione di Francesco...
mercoledì, 10 dicembre 2008

Il villaggio dei bambini perduti/3
Le altre storie

Nel villaggio ci sono tanti bambini. Tutti più o meno legati da uno strano destino: abbandonati dalla propria famiglia. E tutti con un destino segnato. Oscar non lo sa. E’ malato dalla nascita di Aids. Contratto dalla madre e trasmesso al piccolo. La madre non ha atteso molto per abbandonarlo. Non aveva la forza e neanche il coraggio per immaginare una vita normale. Quanto tempo sarà trascorso dall’abbandono? Oscar non lo sa. Anche perché il tempo nel villaggio dei bambini perduti è solo un concetto indefinito.
Ci vive Joseph, austriaco di nascita. Dodicenne? Può darsi. Ha i capelli biondi come il sole e gli occhi d’un verde cangiante. Dorme dentro la cavità di una grande sequoia. Sogna di diventare un grande ingegnere. Non sa di essere segnato da un forma rara di leucemia. I genitori? Persi in un incidente automobilistico. Dalla morte alla vita si è risvegliato nel villaggio dei bambini perduti. Quanti anni fa? Boh. A cosa serve il tempo in questo strano posto nascosto nel bosco immenso ed impenetrabile.
E così Arthur, Jasmine e la bella Seraphine. Ma quanti bimbi si trovano in questo strano posto? Arthur ha le lentiggini ed una età indefinibile come la sindrome di Down che si è impadronita del suo corpo e della sua mente. Anche lui non ricorda più i genitori. In un giorno freddo e piovoso lo hanno abbandonato dentro una sorta di cavità naturale. Davanti all’immenso portone di un casone grigio senza identità.
Jasmine è affetto dalla malattia di Gaucher, un’altra immunodeficienza ereditaria. I suoi globuli rossi sono destinati a scomparire, alterando l’equilibrio del suo corpo in modo devastante. E l’elenco continua. In un vero girone infernale. Girone infernale? Un attimo. Non ho avuto il tempo (già il tempo!) di raccontarvi del sortilegio. Della piccola grande magia…
(3-continua)

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categoria: storie, favola


giovedì, 04 dicembre 2008

Il villaggio dei bambini perduti/2
La storia di Oscar


Come ci sono arrivato in questo luogo? Non lo so… Non lo ricordo. Non conosco neanche le viuzze e nessun bambino che dimora nel paese che non c’è. Non ci sono orologi perché il tempo si è fermato. E nessuno ha più memoria. Almeno per ricordarsi, chi è? Quanti anni ha? Dove abitava prima? E soprattutto perché ci sono solo bambini in questo strano villaggio? Ma c’è un altro mistero: i nostri genitori. Sono ancora vivi? Dove si trovano?  E dietro la nostra foresta esiste un altro mondo? Tutto qui. In questo villaggio c'è tutta la nostra vita. Ah scusatemi… non mi sono ancora presentato: mi chiamo Oscar. Almeno credo. Ho… forse 11 anni. Vivo dietro quell’angolo. Nella mia casetta di lamiere. Al riparo sotto la grande quercia. Trascorro il mio tempo (tempo?) a contare le notti e le giornate nel villaggio di Vattelapesca… Ma non vi ho ancora detto l’altro problema… (problema?) del nostro villaggio: per uno strano sortilegio non invecchiamo. Restiamo piccoli e siamo prigionieri del nostro mondo incantato. Non riusciamo a trovare la giusta strada per lasciare il villaggio dei bambini perduti...
(2-continua)
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categoria: storie, emozioni, favola


martedì, 02 dicembre 2008

Il villaggio dei bambini perduti

“Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla sua testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo”.
Carlos Ruiz Zafon


Si può scrivere guidati da un libro che non c’è? E’ come la musa che non t’ispira mai, ma sai di trovarla dietro l’angolo dell’immaginazione. In fondo si tratta di scrivere quelle pagine vuote che ritrovi da una vita nel cassetto dei sogni. Bianche, pure ed un po’ impolverate. Oppure si può scrivere guidati dal libro che leggi che svela col tempo un racconto così misterioso e originale da prenderti per la gola, come un peccaminoso divoratore di libri dimenticati.
Storie, racconti e favole. O solo il ricordo che riaffiora di un libro che hai già stampato nella tua mente. Cosa importa. C’è l’inizio della favola impossibile d’un qualsiasi Natale. Siete pronti? Vi accompagnerò tenendovi per mano nel villaggio dei bambini perduti… Attenti, è una favola: non so dove ci porterà. Come sempre!
(1-continua)

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categoria: storie, favola


Chi sono

Utente: brugue
Bruno Guerriero
L'età? Uagliò... la vita è già difficile...
Sono giornalista, uno dei tanti. Lavoro in un quotidiano. Lavoro? Va bene, va bene... dite quello che volete.
Amo scrivere, leggere e viaggiare. Raccontare storie. Più o meno credibili.
Riesco ancora a sognare e qualche volta m'incaz...
Credo nelle solite cose: la manina di Dio di Maradona, le rovesciate di Bonimba e in un mondo migliore. Ma questo fa parte dei miei diciotto anni.
Ecco, credo ancora nei miei 18 anni.
La mia email brugue@interfree.it


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