Il villaggio dei bambini perduti/3
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Nel villaggio ci sono tanti bambini. Tutti più o meno legati da uno strano destino: abbandonati dalla propria famiglia. E tutti con un destino segnato. Oscar non lo sa. E’ malato dalla nascita di Aids. Contratto dalla madre e trasmesso al piccolo. La madre non ha atteso molto per abbandonarlo. Non aveva la forza e neanche il coraggio per immaginare una vita normale. Quanto tempo sarà trascorso dall’abbandono? Oscar non lo sa. Anche perché il tempo nel villaggio dei bambini perduti è solo un concetto indefinito.
Ci vive Joseph, austriaco di nascita. Dodicenne? Può darsi. Ha i capelli biondi come il sole e gli occhi d’un verde cangiante. Dorme dentro la cavità di una grande sequoia. Sogna di diventare un grande ingegnere. Non sa di essere segnato da un forma rara di leucemia. I genitori? Persi in un incidente automobilistico. Dalla morte alla vita si è risvegliato nel villaggio dei bambini perduti. Quanti anni fa? Boh. A cosa serve il tempo in questo strano posto nascosto nel bosco immenso ed impenetrabile.
E così Arthur, Jasmine e la bella Seraphine. Ma quanti bimbi si trovano in questo strano posto? Arthur ha le lentiggini ed una età indefinibile come la sindrome di Down che si è impadronita del suo corpo e della sua mente. Anche lui non ricorda più i genitori. In un giorno freddo e piovoso lo hanno abbandonato dentro una sorta di cavità naturale. Davanti all’immenso portone di un casone grigio senza identità.
Jasmine è affetto dalla malattia di Gaucher, un’altra immunodeficienza ereditaria. I suoi globuli rossi sono destinati a scomparire, alterando l’equilibrio del suo corpo in modo devastante. E l’elenco continua. In un vero girone infernale. Girone infernale? Un attimo. Non ho avuto il tempo (già il tempo!) di raccontarvi del sortilegio. Della piccola grande magia…
(3-continua)