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Il diario tennistico della peste
La sorpresa
Ho trascurato il blog per troppo tempo. E come spesso accade anche gli amici blogger, per questioni di lavoro. E non solo. Soprattutto non ho aggiornato da tempo le imprese della temibile Jade (la ragazzina con la padella in mano). Dunque, dove eravamo rimasti? Alle sconfitte della scorsa stagione (eheheh). Tante.
E alle rare esperienze nazionali (Bari e Roma). Ma andiamo con ordine. Toccata e fuga per la piccola peste al Lemonbowl a Roma. Una sola gara e via. Il ritorno immediato a casa (secondo previsioni). Un netto 6-1 6-1 con una coetanea romana.
La nuova stagione si apre in un modo del tutto imprevisto. Sette gare, cinque vittorie e due sconfitte. Jade è un’altra.
Al primo torneo della stagione (a Napoli) sbaraglia le avversarie nel tabellone delle Nc. Tre vittorie di fila e finale centrata che disputerà la prossima settimana. Vittorie nette per due set a zero. Anche contro la ragazzina che le ha dato una lezione al torneo nazionale di Bari. Così si qualifica al tabellone principale dove perde ai quarti di finale con una ragazzina di categoria superiore.
Campionato a squadre under 12. Quattro gare, tre vittorie, due nei singolari ed una nel doppio (sconfitta nell'altro doppio). Soprattutto vince e convince con una 4.5 (categoria superiore) con un punteggio netto: 6-4 6-3. Centra il primo obiettivo della stagione, in poco più di due settimane, diventando una 4.5.
Il papi-coach è travolto dagli eventi. Soprattutto non è abituato a tanti risultati positivi consecutivi. Chiede lumi ed ottiene una sola risposta. Dalla peste.
«Papi vuoi togliere dalla bacheca le tue brutte coppe arrugginite? Mi serve spazio…»
Mah!
LE AVVENTURE DI JADE
Tennis, tennis e ancora tennis
Mi ero ripromesso di aggiornare le avventure o le disavventure della temibile peste Jade in campo da poco più di un anno (ha iniziato l'agonismo nel mese di settembre 2007, due mesi prima ha giocato per la prima volta a tennis).
Ora è ufficiale: è entrata nei master (ranking under 12 campania). Cosa vuole dire? Al termine dell'anno agonistico, sulla base dei risultati ottenuti nei diversi tornei, si è qualificata tra le prime sedici (nella sua categoria under 12. ps. lei ha appena compiuto 11 anni) della regione. Quindi dovrebbe partecipare al master regionale. Una sorta di supercoppa tra le migliori dell'anno. Un bel successo personale, considerando l'inesperienza e sopratutto la giovane età agonistica. Ma il master non lo farà! Decisione tecnica inappellabile.
Nel senso che il maestro, sulla base di una precisa tabella tecnica di preparazione, ritiene inopportuna la partecipazione al master sedici. Insomma, capita in un momento della stagione in cui si cura molto la parte tecnica e si perfezionano certi colpi e la fase agonostica appare del tutto inopportuna se non addirittura dannosa.
E la peste incassa. Come? Devo dire con grande sportività. Forse più del papi-coach...
Divertentissima la reazione della peste.
«Papi non vado al master...»
lo so... lo so...
«Beh non fa niente. Tanto a dicembre si va a Roma...»
A Roma?
«Ma sì, al Lemonbowl...»
Il torneo internazionale?
«Sì, sì...»
...vai a raccogliere le palline (ehehehe)?
«Papiiiii, tu pensa a prenotare l'albergo che è sotto Natale...»
...albergo? Ma sei impazzita?
«Certo. Non ho nessuna intenzione di restarci solo un giorno...»
Sono preoccupato. Seriamente preoccupato. Non bastava la mia bacheca personale (sono spariti tutti miei trofei)... ora rischia anche il mio conto... (argh! sigh! Urca!).
AUTOELETTO PAPI COACH
(La vita di una temibile tennista- 1 continua)
Che cos’è il tennis? Due persone con i mutandoni o con il gonnellino che rincorrono una pallina da rinviare dall’altra parte del rettangolo di gioco con una grossa mazza a forma di padella, superando una rete. Tutto qua. Si vince conquistando dei game con un punteggio stranissimo frutto della fantasia perversa di qualche francese che rifletteva sul senso della vita osservando il quadrante del suo orologio. Non è difficile il tennis. Ma guai a parlarne con gli addetti ai lavori. Per loro il tennis è un gioco “di testa”. Dai risvolti educativi impensabili. Tutto perché in passato abbiamo avuto qualche giocatore italiano di discreto livello mondiale, ma un po’ psicolabile, solo perchè era capace di vincerei primi due set per poi imboccare il tunnel della disperazione, perdendo inesorabilmente gli incontri più attesi al terzo set. Sono tutte frignacce il tennis è un gioco… di testa e di… sedere. Ma veniamo al dunque: perché parlo di tennis. Dunque cerchiamo di riannodare i fili di un discorso interrotto qualche settimana fa. Da un po’ di tempo la mia seconda… bimba, Jade, ha intrapreso una carriera… tennistica. Creando non pochi problemi alla mia piccola, ma importante libreria dove gelosamente conservo i testi più belli e qualche trofeo (peccati di gioventù). Ora la piccola, seguendo un percorso strano ha deciso di diventare una giocatrice. Con incoscienza nel primo periodo ha cercato invano di prendere a pallate i vari istruttori. Dopo solo cinque mesi di infruttuoso percorso tennistico, non so per quali reali valori, hanno scelto la piccola peste per l’agonismo. Così, da circa sette mesi ( più i cinque iniziali fanno un anno e due mesi), picchia sulla padella come una forsennata e gira la regione per i vari tornei.
A parte la coppa Rita (circuito regionale a più tappe con classifiche tipo grande slam) che, incredibilmente, si sta aggiudicando (è prima e deve solo disputare il master regionale previsto a maggio), nei diversi tornei ha collezionato una serie impressionante di sconfitte. Con grande scetticismo ho deciso di saltare il fosso ed entrare a pieno titolo in questo mondo di “padelle armate”. E l’unico modo per comprendere qualcosa, era quello di trasformarmi nel classico “papa coach”. Anzi, nel mio caso “papi coach”. Almeno cerco di tenere sotto controllo i trofei che vince (mah!) e di salvaguardare la mia libreria personale.
Ho accettato la sfida: scendo in campo come papi coach o portaborsa autorizzato.
Avete mai incontrato dei genitori-allenatori o semplicemente ultras per le gesta dei propri figli? Noooo. Peccato, è uno spettacolo delizioso. Gradualmente vi porterò in questo strano mondo.
(1 – continua)
16 marzo
Le sconfitte della mocciosa
Riprendiamo aggiornando le imprese di Jade. Nelle ultime due settimane ha inanellato una serie impressionante di sconfitte, esibendosi nei primi tornei ufficiali della sua carriera (carriera?). Con un briciolo di sano buon senso paterno ho cercato di far salire il morale con qualche prezioso consiglio: «Non si può sempre vincere...»
«Papi... basta...»
«Vabbè... insomma che cosa fa... Hai perso solo quattro volte su quattro tornei al primo turno...»
«Papi...»
«Sì, lo so. Nell'ultima gara (disputata oggi) potevi anche raggiungere il terzo set, ma...»
«Papiiiiiiii....»
«Ma sì, in fondo conducevi nel secondo set per tre a zero...»
«PAPIIIIIII...»
«...ma hai perso 6-3 6-3!»
«Ok, vuoi litigare... Vedrai, vedrai...».
Sono rimasto silenzioso per la velata minaccia...
Il match continua. E la pestifera non molla.
5 marzo
Non c'è blu senza il giallo e senza l'arancione. (Vincent Van Gogh)
Apro un'altra parentesi su mia figlia, la tennista. Partecipa (partecipa? Ha uno strano concetto della competizione) al circuito Rita, under 12. L'ultima tappa si è svolta domenica scorsa nel napoletano. Precisamente a Torre del Greco. Nelle prime due ha ottenuto un terzo posto ed un primo posto. Già guidava la classifica individuale. Bene. Ha vinto nuovamente. Un altro primo posto, Purtroppo con un'altra coppa. E' tornata a casa ed ha letteralmente buttato all'aria i miei libri...
«Papi, mi serve spazio per i trofei... prendi questi cosi...»
«Cosi? Piano...»
«Ecco... vanno bene? Papi, non toccarli...»
«Come non toccarli? E i miei libri?»
«Puoi sistemarli al posto delle bambole...»
«Al posto delle bambole? Argh! Romp!!! Urgh! Sigh!»
...e manca ancora una tappa. L'ultima. Dove ha intenzione di... partecipare! Dimenticavo: mi sono rimasti solo tre ripiani. Liberi. Occupati dai miei libri e dai miei trofei (Pesca, golf, freccette e varie targhe per la mia attività...).
Scherzi a parte (ma è tutto vero, anche l'invadente ed esuberante figlia), ora Jade si trova clamorosamente nella condizione di qualificarsi al torneo nazionale che si svolgerà a luglio, sconvolgendo anche il mio piano vacanze... Argh, sigh...
Prima di questo circuito ha vinto un altro premio. Questa volta a squadre, riservato ai circoli, ottenento un secondo posto assoluto a livello regionale. Ho l'impressione che le devo dedicare un blog a parte per raccontare le "imprese della temibile tennista". Sopratutto una gran rompiscatole
3 FEBBRAIO
"Da quando sono professionista non perdo alcuna occasione per attaccare..." (Ken Rosewall)
Ritorno sulle imprese di Jade, la temibile... tennista. In attesa dei suoi tornei, ieri ha visto la Federation Cup (l'incontro dei quarti Italia-Spagna a Napoli). Non ha perso l'occasione per esibirsi. Con la solita grinta ha conquistato la prima fila per una foto ricordo con Sara Errani (doppista azzurra).
(foto scattata con il mio cellulare, scusate la qualità. In primo piano Sara Errani e la peste)
Jade «E' una ragazzina simpatica... ma è piccolina... (n.d.r. ha 20 anni)”
Sì, in effetti...
Jade «Papi, è la numero 68 del ranking...»
Mah... ranking che (con humour cercando di provocarla)?
Jade che non raccoglie la provocazione, «Quando sarò numero uno...»
Ok, ok andiamo "numero uno"...
Jade «Papiiii, guarda la Pericoli...»
In quel momento stava raggiungendo la postazione Rai per la telecronaca. Così la peste decide l'inseguimento. Vuole l'autografo e, magari, una foto ricordo...
Non mi sono mai divertito tanto!
Lea Pericoli è stata una grande tennista, ora telecronista per la Rai. Ma nessuno si avvicina per chiedere autografi. L'attenzione è tutta per le giovani tenniste azzurre. Le campionesse del momento. In fondo è normale.
Jade no... vuole la foto con la Pericoli. Ha visto recentemente una intervista in tv con la tennista che ha scritto un bel libro sulla sua vita da campionessa. La peste, Jade, vuole sapere tutto sulla Pericoli. Così, s'informa. Rimane affascinata...
Ed ecco l'impresa. Raggiungiamo la postazione Rai...
Mi scuso, divertito, «Scusatemi la rompi... ehm la piccola voleva...»
Sì, sì... non ci sono problemi.
Si avvicina Lea Pericoli... Mi conosci?
Jade «Certo... ti ho vista in tv... sei una campionessa... Anch'io gioco a tennis...»
Ah sì! Quanti anni hai?
«Dieci. Ma ho già vinto dei trofei...»
E vuoi continuare a giocare a tennis?
«Certo... voglio (poi si trattiene, per fortuna, e mi guarda)... un autografo... e una foto!»
(Lea Pericoli piuttosto divertita e la peste)
Pericoli, "Ah vuoi continuare! E allora devi essere forte ed ostinata..."
Ahahah, commento, allora non ci sono problemi!
Jade «Papiiiiiiii....»
...e flash... via con la foto. Saluti ed abbracci con la Pericoli abbastanza sconvolta per l'arrembante peste!
20 GENNAIO
Essere o non essere, giocare o non giocare (brugue)
Mi tocca riparlare della temibile Jade. Questa volta ha vinto. Anzi, è stato un piccolo trionfo. Primo posto assoluto nella seconda tappa della coppa Rita. Parliamo di tennis e delle prodezze della peste. La giornata, tra l'altro, era iniziato in un modo piuttosto teso. Jade ha incrociato il biondino. C'è stato uno scambio al fulmicotone.
«Ciao cretina...». «Ciao, anche tu al torneo. Che partecipi a fare? Per perdere tempo...». Ho tirato per la tuta la piccola per evitare la rissa.

Mi ha raccontato il maestro che quando non si prende per i capelli con i ragazzini, trova il tempo di fare le sfilate. Sì, le sfilate. Ha uno humour anglosassone e quando può sbeffeggia istruttori e ragazzini del corso. Sì, perchè gioca con i ragazzini. Praticamente è un maschiaccio.

Questa volta in campo si è superata: primo posto nella prova d'atletica, secondo posto nelle battute, sconfitta solo in semifinale dopo una serie impressionate di vittorie 6-0, 6-0 nel torneo di qualificazione e nei quarti in un solo tiratissimo set finiito 11-9.

Ora cominciano i problemi. Ha vinto un'altra coppa. Questa volta decisamente più grande. Rientrata a casa ha iniziato a smontare la mia libreria, «Papi, mi serve spazio per i trofei...»

Non ha atteso un attimo... la peste. Come fermarla dopo un terzo posto ed un primo posto nel circuito riservato alla sua categoria? Ora mancano altre due tappe con grandi chance di qualificazione per la fase finale nazionale... Mah!

Quantestorie recupera quella racchetta appesa al chiodo!!!
Domani si torna in campo!
TERZO (INCREDIBILE) POSTO
(La terribile Jade!)
E' iniziata la stagione tennistica. La nuova stagione tennistica della peste. Ci sono tante novità che riguardano la terribile Jade. Da qualche mese ha intrapreso un altro corso (ancora più intensivo perchè selezionata dalla Federtennis). Jade ha un modo tutto particolare di dedicarsi a questo sport: partecipa per vincere. Almeno così afferma. Resta il fatto che il vero obiettivo resta quello di dare qualche lezione ai maschietti della sua categoria. Sì, perchè l'aspetto più divertente degli allenamenti di Jade, sono le litigate col biondino e con qualche altro povero ragazzotto che le capita a tiro.
Per farla breve, ieri mattina (altra levataccia alle ore 7,40 del mattino) ha partecipato al primo serio torneo agonistico regionale della sua carriera.
(tutti i partecipanti al torneo di Napoli)
In quel di Napoli si è ritrovata ad affrontare una trentina di ragazzine di paricategoria (per la verità anche più grandi). E la temibile Jade ha centrato (clamorosamente dico Io) il terzo posto assoluto nel torneo.
(Jade in azione nella fase finale del torneo)
Nel torneo ha vinto la gara di abilità, si è piazzata al quarto posto in quella delle battute ed è arrivata alle semifinali del torneo di tennis con un eloquente percorso (7-0 7-0; 7-0 7-2; 4-6 6-3 2-0 tiebreak; 10-8 ai quarti e 5-7 sconfitta in semifinale).
(Jade, la peste, premiata in campo)
Vincendo la prima coppetta della carriera. Ora iniziano i problemi. Pretende la creazione di una bacheca in casa per riporre i prossimi trofei. E vuole spostare in soffitta i miei trofei di pesca sportiva, golf ecc. ecc...
PENSIERI/5
Conclusi gli scritti. E' già un passo avanti. Ma l'ultima prova di Noah lascia il segno. Con la matematica non si scherza. Ed Infatti...
«Ciao Noah, tutto a posto?»
«Sì, tutto ok...»
«...cioè?»
«Tutto ok...»
«Sì, ok... ma cosa hai fatto?»
«Tre quesiti su quattro...»
«Ahi...E si trovano i tre quesiti?»
«Sì, papi... Uff...Bleah...»
«Bleah?»
«Ma sì l'ultimo quesito era... come si chiama... il coso cartesiano...»
«Il coso cartesiano? Ma come? Il coso?»
«Ma sì Papi il grafico... Uff... che noia...»
«...e che ci voleva!»
«Ok papi fallo tu... ciao!»
Sono quasi due ore che mi lambicco con questo... coso cartesiano. Chi mi aiuta? Tanto è inutile. Ora si pensa all'orale...
PENSIERI/6
Jade torna alla carica. «Papi hai prenotato il campo?»
«No, no...»
«Paura ehhhhh...»
«Ok, ok, ora prenoto. Ma non trovo la racchetta. Non trovo il calzoncino. Non trovo le scarpette. Non trovo la polsiera. Non trovo un cappellino. Fa caldo...»
«Papi, sei peggio di Andrea (il biondino n.d.r.)»
«No, Andrea no... A che ora giochiamo! Guarda che ti farò trottare in mezzo al campo. Cerca di impegnarmi...»
Ancora una volta sono caduto in trappola. Ed ora che giustifica troverò?... Ma non si può fare una bella sfida con la playstation? O una battuta di pesca? O una sfida con barche a vela tipo America's cup? Aiutoooooooooo!
PENSIERI/3
Primo pomeriggio. Davanti alla tv con gli incredibili cartoni di Jade.
«Ho deciso Papi, ti sfido...»
«Ok, ok accendi la Playstation. A cosa? Formula 1? Rally? calcio? Moto?»
«Tennis, Papi... tennis...»
Non mi entusiasma. E' un po' una pal... noioso!
«Va bene prendi il gioco. Facciamo una gara secca in un set?»
«Papi non fare lo spiritoso...»
«...???...»
«Ho detto a tennis!»
«Appunto, solo un set o il torneo?»
«PAPI... sul campo vero!»
«COSA?»
«Non puoi tirarti indietro... prenota il campo!»
«Ma non ho tempo... e poi non so neanche dove ho messo la racchetta. Non gioco da anni... Nooooooo!»
«Paura eeeehhhhh!»
«Ma quale paura. Ok scegli il campo. Erba, terra rossa, cemento? Paura io... tse tse!!!»
«Bene si gioca venerdì e non trovare scuse...»
Lo sapevo che finiva così! Ci sono cascato come un pivello ed ora dove si trova la mia racchetta?
PENSIERI/4
Ieri l'esame di francese. Oggi l'inglese. Al ritorno dall'esame Noah mostra i primi segnali di cedimento.
«Tutto a posto?»
«Uff papi che noia!»
«E il compito?»
«Sì, papi che noia...»
«No dicevo il compito... tutto bene?»
«Uff...»
«Sì, ho capito ma hai risposto alle domande?»
«Papi che vuoi? Ma è una tortura!»
«Sì, hai ragione è una tortura l'esame...»
«No, tu! Tutte queste domande...»
«...!!!...»
«Va bene... ma domani c'è l'inglese. Vogliamo fare un po' di conversazione?». Non vedo l'ora di parlare un po' in inglese...
E Noah, «Dove sono le cuffiette dell'Ipod?»
«...e col compito di matematica?»
Non ride più. E mi rendo conto che è stato un vero colpo basso...
Va bene oggi ripeto un po' di matematica... (io!)
Che noia, che stress l'esame.