brugue

Il giorno è sempre più oscuro, sarà forse perchè è storia, sarà forse perchè invecchio... Scusatemi per la citazione di Francesco...
domenica, 16 novembre 2008

Rotolando, rotolando...

«Ogni nome un uomo
ed ogni uomo è solo quello che
scoprirà inseguendo la distanza dentro di se
Quante deviazioni
quali direzioni e quali no?
prima di restare in equilibrio per un po'
Sogno un viaggio morbido
dentro al mio spirito
e vado via, vado via
mi vida così sia
Sopra un'onda stanca che mi tira su
mentre muovo verso sud
sopra un'onda che mi tira su
rotolando verso sud...»
Negrita (Rotolando verso sud)

Testo e canzone dei Negrita sono assolutamente fuori tema del post (ma ha un tema il post che sto scrivendo?). Mettiamo ordine sui tanti pensieri che girano... Dunque i Negrita. Li ascolto con piacere. E' una musica solare. Le giuste sensazioni per raccontare di viaggi o per sognare le mete del sud del mondo. Colori, suggestioni e tutto ciò che sembra ben lontano dalle mie ultime giornate. Eppure, proprio in queste ore mi ritornano alla mente le mie ultime vacanze.
Avevamo scelto (scelto?) un tipo di vacanza… riposante. In un villaggio. Alle porte della Slovenia. Nella baia di Trieste. Con il solito Teddy, con Marù e con tutta la compagnia…
Una vacanza riposante? Di sicuro diversa dai miei soliti giri…
E' stata un… uragano di vacanza. Ed infatti le forze delle natura si sono scatenate la notte dell’otto agosto. Qualcuno avrà anche visto i servizi televisivi su quel che restava della pineta e del porto di Grado. Ebbene, ci trovavamo proprio in quei posti. Precisamente in uno dei tre villaggi maggiormente colpiti dal… tornado.

La pineta devastata(la pineta devstata dalla furia della natura)

Un evento del tutto eccezionale per le coste italiane ed addirittura per la ventosa baia triestina.
Ci trovavamo nella pineta di Grado. In una pineta immensa che ora non esiste più. Semplicemente perché spazzata via dalla natura e nei giorni successivi dai volontari e dalla protezione civille costretti a tagliare gli alti pini rimasti miracolosamente in piedi. In quella strana notte tropicale i venti hanno toccato i 170 km orari (secondo quanto riportato dalle stesse cronache del Piccolo di  Trieste).

I danni provocati(le tende distrutte)

E noi? Salvi per un pelo. Io e Patty aggrappati per oltre dieci minuti alla tendina
(completamente distrutta dal vento) del nostro Teddy. Con alberi e rami che cadevano intorno. Esattamente a  dieci metri dal nostro posto è letteralmente volata via una piccola struttura di cemento con una larga tettoia. Camper e roulotte distrutte. Tende volate via. Chissa dove… Villeggianti feriti e, purtroppo, anche due morti nel villaggio accanto al nostro. Padre e figlia norvegesi che si trovavano in una «Canadese» centrata in pieno da un pino di oltre trenta metri. Devo aggiungere altro?

Quel che resta della pineta(roulotte e camper distrutti)

Sì, Jade e Noah (le nostre figlie) si trovavano sulla spiaggia quando si è scatenato l’inferno. Improvviso e catastrofico. Come solo la natura talvolta offre. Erano in compagnia degli amici dopo la serata dedicata alla miss del villaggio. Hanno fatto appena in tempo a fuggire via quando si sono accorti del vento improvviso e di un muro d’acqua che si alzava dal mare. Poi, tuoni, fulmini e folate di vento che ti portavano lontano e non ti facevano respirare. Jade (non scherzo) per poco volava, tirata giù dalla più energica Noah. Hanno attraversato la pineta saltando ed urlando. Le abbiamo ritrovate nei bagni del villaggio. L'unico posto sicuro per proteggersi dal tornado.
Urla, abbracci, disperazione ed anche tante belle persone. Come un simpatico omaccione inglese, inzuppato d’acqua, con una piccola torcia che continuava a rincorrere le persone, a cercare le ombre nella notte per accompagnarle nel rifugio in cemento. Che dire: cercavo una vacanza riposante. Mi sono ritrovato, il giorno dopo,  Bertolaso che ha fissato il quartier generale della protezione civile al villaggio Europa. I volontari friulani in meno di 48 ore hanno rimesso al sicuro tutto il villaggio. Noi abbiamo raccolto i cocci e siamo ripartiti.
Non ne abbiamo più parlato... Rimosso anche dalla testa delle mie figlie. Dopo quel giorno Patty ha avuto due attacchi di panico. Durante due violenti temporali...
Dopo tanto tempo Jade l'altro giorno mi ha raccontato: «Lo sai Papi, non riuscivo ad entrare nei bagni. Mi sembrava di volare. Il vento mi portava dietro. Ma Noah mi teneva la mano... Dai papi non dormire, andiamo a giocare...».
Già, prendi quella racchetta e non perdere tempo!

«Ogni nome un uomo
ed ogni uomo è solo quello che
scoprirà inseguendo la distanza dentro di se
Quante deviazioni
quali direzioni e quali no?
prima di restare in equilibrio per un po'
Sogno un viaggio morbido
dentro al mio spirito
e vado via, vado via
mi vida così sia
Sopra un'onda stanca che mi tira su
mentre muovo verso sud
sopra un'onda che mi tira su
rotolando verso sud...»
Negrita (Rotolando verso sud)
postato da brugue alle ore 11:44 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: pensieri, viaggi, ricordi, personale


mercoledì, 25 aprile 2007

IL DIARIO DI VIAGGIO DI NOAH
E LA FATTORIA DI JAKOB
Rileggendo alcune riviste specializzate sistemate in soffitta ho trovato tre fogli dattiloscritti. E' il diario di viaggio di mia figlia. Per la precisione è il diario di viaggio in Austria di qualche anno fa. Con una particolarità, materialmente l'ho scritto, riproducendo i pensieri di mia figlia Noah. In pratica sono i commenti di mia figlia rivisti e corretti. All'epoca Noah aveva poco più di sette anni. Il viaggio si è svolto nel mese di luglio in una località a noi ignota. Tutto era stato organizzato via internet, prendendo contati con l'Ente nazionale austriaco per il turismo, fittando delle camere in una fattoria tirolese autentica. In una valle misteriosa a circa 70 chilometri dalla capitale austriaca.
Il diario di Noah è ancora  "fresco e  ricco di spunti interessanti "... Eccolo in edizione integrale:
«Un viaggio lungo oltre mille chilometri per raggiungere la valle di Umhausen, precisamente il centro di Nederthai.
La nostra fattoria si chiama Romantik House... ma per noi sarà sempre la fattoria di Jakob...
Ci troviamo a quota millecinquecento metri.
Le montagne intorno alla valle superano i tremila metri e i ghiacciai non mancano...
I prati sono immensi e i giochi per noi sono di tutti i tipi...
Per Jade (mia sorella, all'epoca aveva poco più di tre anni nota del sottoscritto) il gioco preferito resta... l'ovopattino (Jade così chiamava il monopattino), Per me e Paola (una cuginetta n.d.s.) le corse sull'erba.
Nanetti e folletti rendono l'atmosfera ancora più bella.
Innsbruck è una delle città più importanti dell'Austria. Ricordo sopratutto il tetto d'oro, qualche disegno sulle mura delle casette e la dimora di Sissy. Sì, la principessa.
Una residenza da sogno tra quadri, tavole imbandite e sale da ballo.
Sembra che a Innsbruck il centro storico sia molto importante,  ma non  ci sono giochi per bambini.
Mille scalini per ritrovarsi in cima alla torre più alta della città... solo per vedere qualche tetto, mah...
Sono solo le 18, ma i negozi sono tutti chiusi. Sono strane le abitudini dei tirolesi...
***
E' il giorno dell'escursione. Papà e mamma preparano gli zaini e studiano il percorso. La nostra meta è un rifugio alpino a quota millesettecento metri. E' un sentiero facile. Almeno secondo Jakob. Ci vuole un'ora per raggiungere il posto...
Ma dopo solo trenta minuti riposano tutti sulla panchina (il gruppo era formato da due famiglie, complessivamente sette persone n.d.s.). Resistiamo solo io e Jade.
Al rifugio c'è una chiesetta e sopratutto una bella altalena... Niederthai è solo un punto lontano...
Quando torniamo papà si agita: trova dei pescatori sul torrente. E' la fine... vuole fermarsi... dice che pescano con la mosca... sarà ma la mosca io non l'ho vista.
Anche le mucche fanno il nostro sentiero. Sono enormi e simpatiche. Ci manca solo la piccola heidi...
***
E' il giorno di Sissy. A Bad Ischl si trova la Kaseirvilla. E' una zona piena di laghi e di... leoni. Li troviamo in tutti gli angoli della città. Probabilmente è il simbolo della città. Ma anche il simbolo del Lions club che li ha donati...
Finalmente la Kaseirvilla. Ha un parco grandissimo. Piano di prati e fiori... Nella residenza della principessa ci sono diversi ritratti di Sissy e i trofei di caccia del marito. E' tutto molto bello. Ma una guida austriaca blocca le nostre riprese e papà ricorda ad alta voce le sconfitte militari austriache oltre quelle sportive... Mi sembra piuttosto seccato...
***
Raggiungiamo Sant Wolfgang per prendere il famoso trenino a cremagliera. E' stata una simpatica avventura. Anche per papà. Lo ripete sempre: settecento scellini spesi per ritrovarsi con la testa tra le nuvole, non veder niente e sopratutto con strapiombi da mozzare il fiato. Ma questa è un'altra storia. Il trenino sbuffa e sale fin sopra le montagne. E' stato bello, peccato per le nuvole... possiamo solo immaginare il paesaggio...
***
Hall In Tirol è un piccolo centro medievale. Si trova vicino ad Innsbruck. Famoso per la zecca, una torre dove un tempo uscivano i talleri austriaci. Per raggiungere il centro attraversiamo strade sempre più strette. Il piccolo municipio come i palazzi son in stile tirolese.
Ma la parte più bella della visita alla città resta il parco giochi. Finalmente possiamo correre...
Torna il sole e la gente si scatena. Si butta dalle montagne e dai fiumi... parapendio e rafting. Niente di eccezionale. Si mettono un paracadute sulle spalle e via. oppure con dei grandi gommoni si lasciano trasportare fino a valle dalle correnti del torrente. A stento fermiamo papà: voleva provare l'emozione del rafting (è vero, peccato sigh!!! n.d.s.).
+++
E' l'ultimo giorno di permanenza in Austria. Ci fermiamo nella valle di Oztal e raggiungiamo Solden, d'inverno tappa dei campionati del mondiali di sci alpino.
Ci fermiamo anche a Vent, piccolo centro a circa duemila metri. C'è una seggiovia e le raffiche di ...Vent non mancano.
***
Fa freddo, ma ci stiamo avvicinando a quota tremila. La neve è diversa dalla nostra. E' sporca ed è tanto alta. Forma quasi una parete nei tornanti. Stiamo ritornando in Italia attraversando il passo del Rombo. Non esiste più la frontiera tra Italia e Austria ma al confine troviamo dei carabinieri infreddoliti. Papà dice stanno aspettando i giottini (era il periodo del G8 a Genova e in quel periodo sospesero il trattato di Mastricht con la chiusura temporanea delle frontiere n.d.s.). Sarà... io gioco sulla neve con Jade e Paola.
Stiamo a Merano, in Italia, Jakob chiama quella zona Sudtirol. In qualunque caso finalmente trovo i giochi».
postato da brugue alle ore 21:12 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: ricordi, storie, personale, viaggi in europa, le avventure di jade, le avventure di noah


Chi sono

Utente: brugue
Bruno Guerriero
L'età? Uagliò... la vita è già difficile...
Sono giornalista, uno dei tanti. Lavoro in un quotidiano. Lavoro? Va bene, va bene... dite quello che volete.
Amo scrivere, leggere e viaggiare. Raccontare storie. Più o meno credibili.
Riesco ancora a sognare e qualche volta m'incaz...
Credo nelle solite cose: la manina di Dio di Maradona, le rovesciate di Bonimba e in un mondo migliore. Ma questo fa parte dei miei diciotto anni.
Ecco, credo ancora nei miei 18 anni.
La mia email brugue@interfree.it


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